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  • ROCCELLA E LODIO: il branco, capro espiatorio e algoritmi #1561
    Jul 1 2026
    L’odio online non è (solo) “colpa dei cattivi”: funziona come un branco transitorio che si coagula attorno a un bersaglio, lo travolge e poi si scioglie per riformarsi altrove. Il singolo commento è individuale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivi perché vedi migliaia di altri farlo e ti senti una goccia nel mare. E quando la vittima è trattata come un simbolo, non come una persona, il dolore sparisce e resta soltanto lo scontro tra bandiere.

    La dinamica è antica: capro espiatorio (René Girard) e massa che cerca un bersaglio (Elias Canetti). I social cambiano soprattutto tre cose: abbassano il costo dell’aggressione (un like, un commento), tolgono la chiusura rituale (l’odio non finisce mai) e - qui sì - introducono un incentivo economico: piattaforme e algoritmi premiano ciò che genera engagement. La compassione è lenta, la rabbia vola.

    Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibili pochi nodi rumorosi e trasformano la visibilità in contagio, abbassando la soglia di chi era indeciso. Il punto finale è politico e sociale: se mancano spazi reali dove elaborare il conflitto, la rete diventa il luogo in cui lo si scarica, scegliendo una vittima alla settimana.

    00:00 Dal caso al meccanismo
    01:14 Le domande chiave
    03:04 Odio di branco transitorio
    07:40 Quando una persona diventa simbolo
    08:55 Disimpegno morale (Bandura)
    11:46 Girard e Canetti: dinamiche antiche
    14:29 Cosa cambiano i social
    18:27 Viralità: rabbia batte empatia

    #odioonline #algoritmi #psicologiasociale #socialmedia #caproespiatorio
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    40 mins
  • W33K Ep.27 - Sono vivo, Roccella e lOdio, la polarizzazione di meglio una di meno... ~ 29.06.2026
    Jun 30 2026
    ✨ W33K: il Lunedì che fa la differenza!

    Sono tornato, sono vivo, e parliamo un po' di cosa è successo. Ma parliamo anche di odio...

    L’odio online non è (solo) una somma di individui cattivi: è un comportamento di branco che si forma, travolge un bersaglio e si scioglie, pronto a ricomporsi sul prossimo pretesto. Il singolo commento è personale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivo perché vedo migliaia di altri farlo e mi convinco di essere irrilevante, quindi innocente.

    Quando una persona diventa simbolo, smette di essere percepita come individuo: diventa una lavagna su cui proiettare un conflitto più grande. Qui entra il “disimpegno morale” (Albert Bandura): ci si racconta di stare punendo il Male, non infierendo su qualcuno che soffre. Girard (capro espiatorio) e Canetti (massa e potere) descrivevano già dinamiche simili: i social non cambiano la natura umana, ma abbassano il costo dell’aggressione, eliminano la chiusura rituale e soprattutto monetizzano l’engagement.

    Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibile la minoranza rumorosa e trasformano rabbia e indignazione in carburante. Il risultato è una società che perde spazi fisici di elaborazione del conflitto e delega alle piattaforme una liturgia continua: un bersaglio alla settimana, un linciaggio, poi il prossimo.

    00:00:00 Sigla e apertura
    00:03:22 Ritorno in live e saluti alla chat
    00:03:51 Racconto del grave incidente stradale in moto
    00:07:09 Spiegazione delle sigle musicali generate con intelligenza artificiale
    00:13:08 Festeggiamenti per il traguardo di 312.000 iscritti sul canale
    00:16:12 Novità sul corso e moduli multi-agente
    00:27:38 Introduzione del tema: l'odio online e il caso Roccella
    00:31:02 Sociologia del branco virtuale come massa transitoria e indeterminata
    00:33:05 Teoria dei ''Transit Dogpile Groups'' e gradiente della rabbia
    00:35:52 Trasformazione delle persone in simboli e bersagli senza colpa
    00:36:36 Il meccanismo psicologico del disimpegno morale di Albert Bandura
    00:39:39 Teorie classiche del capro espiatorio e della folla (Girard e Canetti)
    00:42:25 Effetto disinibizione online e crollo dell'empatia senza contatto visivo
    00:43:19 Modello economico dei social basato sulla monetizzazione dell'indignazione
    00:46:40 Algoritmi e viralità delle emozioni negative rispetto alla compassione
    00:50:41 Analisi dei dati della mappa delle intolleranze di Vox Diritti
    00:53:51 I premi intangibili del branco: appartenenza e superiorità morale
    01:00:35 La scomparsa degli spazi fisici di mediazione del conflitto sociale
    01:06:14 Analisi del caso fake news del falso gruppo Facebook antifemminista
    01:08:32 Manipolazione dei troll, gaslighting ed esibizionismo morale degli attivisti
    01:23:00 Chiusura della live, saluti finali
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    1 hr and 36 mins
  • MARI VS MURGIA ALLO STREGA: perchè le scuse di Michele Mari non reggono #1560
    Jun 24 2026
    Le “scuse” di Michele Mari, diffuse tramite una nota dell’ufficio stampa Einaudi dopo le frasi attribuitegli su Michela Murgia durante il tour del Premio Strega, sono un caso di scuola di crisi autoinflitta: non tanto per il fatto originario (che resta una questione di testimonianze), quanto per come il testo prova a governare la narrazione e finisce per peggiorarla.

    Quindi per esercizio facciamo al solito l'analisi:
    - il canale scelto (nota fredda, non prima persona)
    - l’ancoraggio iniziale su “voci incontrollate”
    - la negazione come scommessa quando ci sono testimoni
    - e soprattutto la contraddizione che annulla tutto: negare e insieme “scusarsi”.

    Il comunicato sposta il bersaglio delle scuse su Teresa Ciabatti invece che sul pubblico realmente ferito dall’offesa percepita verso Murgia
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    50 mins
  • ANTITRUST contro APPLE: backup iPhone solo iCloud e lock-in (DMA) #1559
    Jun 17 2026
    Cambiare iPhone per passare ad altro è “libero” solo sulla carta: il problema vero è portarsi dietro la propria vita digitale. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria su Apple perché il backup completo di iPhone e iPad (app, impostazioni, messaggi, preferenze) risulta effettuabile solo tramite iCloud, mentre i servizi cloud concorrenti possono sincronizzare al massimo porzioni dei dati (foto e file), non l’intero dispositivo.

    Il punto non è un divieto scritto, ma l’assenza di interoperabilità: secondo l’ipotesi investigativa, Apple non renderebbe disponibili API e permessi necessari a terze parti per realizzare un backup “device-level” equivalente. L’AGCM inquadra il tema nel Digital Markets Act (DMA) e nella designazione di Apple come “gatekeeper” per iOS (settembre 2023) e iPadOS (aprile 2024), richiamando gli obblighi di interoperabilità dell’art. 6(7). Essendo il DMA applicato dalla Commissione Europea, il ruolo nazionale è soprattutto istruttorio: raccolta elementi e trasmissione del dossier a Bruxelles.

    Dietro la tecnica c’è una dinamica di potere: l’infrastruttura del backup è invisibile finché funziona, ma diventa una gabbia quando provi a uscire. La libertà tecnologica si misura sull’exit cost: quanto è facile migrare senza abbandonare dati, memorie e relazioni digitali.

    00:00 Libertà di uscire da Apple
    00:00:32 Indagine AGCM: i backup
    00:01:52 Backup completo: solo iCloud
    00:02:52 DMA, art. 6(7) e gatekeeper
    00:04:13 Ruoli: AGCM vs Commissione UE
    00:05:17 Il potere del design
    00:06:41 Infrastrutture invisibili, lock-in
    00:10:29 Sanzioni e costo dell’uscita
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    15 mins
  • NO FIBRA: arriva la protesta contro la rete che “che fa radiazioni”, ma come nasce il panico? #1558
    Jun 15 2026
    A Fondi (LT) qualcuno fascia un armadio della fibra ottica con nastro bianco e rosso e un cartello: “Spostate queste RADIAZIONI…”. Risultato: vandalismi, cabinet danneggiati e connessioni interrotte. Solo che la fibra non è un’antenna: dentro non “corrono onde radio”, ma luce guidata in un sottilissimo filo di vetro
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    16 mins
  • NIENTE SIRI IN EUROPA: le scuse di Apple che puzzano tantissimo di farsa... #1557
    Jun 10 2026
    Apple annuncia la “nuova Siri” dentro Apple Intelligence, poi aggiunge il dettaglio che in Unione Europea diverse funzioni su iOS e iPadOS non arriveranno “a breve”. La narrativa è semplice: “ce lo impedisce l’Europa”. Ma il punto interessante è come lo stesso fatto venga pesato e incorniciato per spostare il colpevole: da “scelta di prodotto e di compliance” a “divieto politico”. E infatti, su Mac le funzioni risultano disponibili, segnale che non è un limite tecnologico inevitabile, ma una decisione selettiva.

    Dal lato UE, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ribalta l’accusa: il DMA non vieta di lanciare prodotti, chiede interoperabilità nel rispetto di privacy e sicurezza
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    18 mins
  • USA CONTRO AI: LExecutive Order di Trump, laccesso alla NSA e la favola Europa vs USA #1556
    Jun 3 2026
    Il mito “America deregolamentata, Europa iper-regolata” si incrina quando il governo USA chiede alle aziende di AI l’accesso anticipato ai modelli più avanzati. L’ordine esecutivo del 2 giugno 2026 prevede un sistema di valutazione riservato con il coinvolgimento della National Security Agency (quella di Snowden) per identificare i “frontier models” e ottenere fino a 30 giorni di accesso prima del rilascio pubblico, su base dichiarata “volontaria”.

    Il punto non è solo la sicurezza nazionale (reale, specie se i modelli possono individuare vulnerabilità e facilitare capacità offensive), ma l’architettura del potere: chi definisce cosa è “di frontiera”, con quali benchmark non pubblici, e chi decide i “partner fidati”. Il “volontario” diventa un obbligo di mercato quando il bollino di trusted partner si traduce in contratti, appalti e vantaggio competitivo.

    Ne esce un confronto diverso con l’AI Act europeo: in Europa il collo di bottiglia è sull’uso, con regole generali basate sul rischio e sui diritti
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    24 mins
  • FERRARI LUCE: chi non se la può permettere, brand e non clienti... #1555
    Jun 1 2026
    Scoppia il caso sulla prima Ferrari 100% elettrica, chiamata “Luce”: il punto non è solo se sia bella o brutta, ma cosa comunica. Perché il valore non sta nel garage di chi compra, ma nello sguardo di chi resta fuori.

    L’argomento “deve piacere a chi la compra” sembra buon senso, ma per un brand di lusso è un autogol: il valore-segno (Baudrillard) e la distinzione (Bourdieu) funzionano solo se una comunità ampia riconosce quel confine e lo convalida. Persino il desiderio del cliente “dentro” passa dal desiderio mimetico (René Girard): il miliardario vuole l’oggetto anche perché sa che tutti lo vorrebbero.

    E poi ci sarebbe anche un secondo tema: la trasparenza degli influencer invitati all’evento e la compliance con le regole italiane su contenuti pubblicitari e disclosure, ma non divaghiamo...

    Quando un mito smette di “donarsi” simbolicamente alla collettività (Mauss) e diventa pura merce per pochi, il conto non arriva subito dal sold-out, ma dal tempo: dall’immaginario condiviso, da ciò che i ragazzi continueranno (o smetteranno) di sognare.


    00:00 Due cose che fanno discutere
    00:01:08 Influencer e trasparenza mancata
    00:03:27 L’autogol: “piace a chi compra”
    00:04:48 I fatti del reveal
    00:06:20 Borsa, meme e reazioni
    00:07:52 Ferrari come valore-segno
    00:10:31 Distinzione e desiderio mimetico
    00:16:22 Il mito come dono collettivo

    #Ferrari #Branding #Marketing #AutoElettrica
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    30 mins